Oscar Pistorius spara e uccide la fidanzata!

La modella Reeva Steenkamp sarebbe stata uccisa stanotte e per errore, secondo l'atleta, ma la polizia locale lo esclude: è omicidio volontario!



Sono giorni di notizie shockanti questi e, dopo le inedite dimissioni di Papa Benedetto XVI, a fare a gara per la prima notizia data dai canali di informazioni arriva un altro fulmine a ciel sereno e che coinvolge un atleta-mito, emblema di molte lotte per la salita di atleti disabili allo status di atleti a tutti gli effetti.

Ma sentiamo la notizia, ilfattoquotidiano.it:


Ha scambiato la fidanzata per un ladro e la ha uccisa. O almeno così è sembrato in un primo momento. Perché per la polizia non si è trattato di un errore. E lo ha arrestato. E’ quanto accaduto all’alba di oggi ad Oscar Pistorius, nell’elegante quartiere Silverlakes di Pretoria, una sessantina di chilometri a nord di Johannesburg, in Sudafrica. L’atleta olimpico e paraolimpico ha ammazzato la sua ragazza. Lei, una modella 30/enne, voleva fargli una sorpresa nel giorno di San Valentino; lui – secondo quanto dichiarato a caldo – l’ha scambiata per un malvivente. La polizia non ha voluto rivelare l’identità della vittima, né quella del presunto assassino, limitandosi a dire che una donna morta è stata trovata nell’abitazione del 26/enne Pistorius e che un uomo di 26 anni è stato arrestato. Poi, però, ha confermato non solo le manette, ma anche l’indirizzo che hanno preso le indagini: nessun errore, Pistorius è accusato di omicidio volontario.
 La conferma dell’arresto, d’altronde, era arrivata in mattinata dal padre di Pistorius – Henke – il quale ha detto che il figlio è stato arrestato per la morte della sua fidanzata. Reeva Steenkamp, questo il nome della modella, è morta sul colpo, raggiunta da diversi colpi di pistola (due o quattro a seconda delle versioni) alla testa e ad un braccio. I paramedici hanno cercato di salvarla, ma per lei non c’era più niente da fare. Nell’abitazione di Pistorius è stata trovata una pistola calibro nove. “Abbiamo trovato sul posto una pistola da nove millimetri – ha detto una portavoce della polizia,Katlego Mogale – Un uomo di 26 anni è stato arrestato”. L’atleta, scrive la stampa locale, dovrà comparire oggi davanti ai giudici , mentre la polizia conferma solo che un uomo di 26 anni sarà sentito questo pomeriggio dal “tribunale di Pretoria”. 
Steenkamp era considerata tra le cento donne più sexy del mondo, secondo le classifiche stilate da diversi magazine. Bionda, di una bellezza raffinata, la donna è stata protagonista di tante copertine e campagne pubblicitarie, era suo il primo volto di Avon Sud Africa ed è stata presentatrice perFashion Tv Sudafrica. E oggi l’universo di Twitter è stato invaso da una valanga di messaggi di condoglianze sulla sua morte. “Nessun genitore dovrebbe seppellire il proprio figlio”, recita un messaggio. “Le mie più profonde condoglianze”, aggiunge un altro tweet. E poi: “Condoglianze, mi unisco alle preghiere. E’ sempre tragico”. Sul suo account Twitter, Steenkamp si definisce una ‘modella, cover girl, concorrente del Tropika Island of Treasure, laureata in legge, figlia di Dio’. Il suo ultimo tweet ieri: “Cosa tirerete fuori dalla manica per il vostro amore domani?”, accompagnandolo con gli ‘hashtag’ #getexcited (‘entusiastì), e #ValentinesDay. Una sorpresa di San Valentino finita nel sangue. 
La polizia, però, ha voluto verificare sin nei minimi dettagli l’ipotesi dell’incidente domestico. Durante una conferenza stampa, infatti, chi indaga sull’episodio ha fatto sapere che nella casa in cui Pistorius ha ucciso l’ex modella Reeva Steenkamp c’erano state segnalazioni di “precedenti incidenti” per violenze domestiche. Non solo. La portavoce della polizia sudafricana ha anche aggiunto altri particolari: che gli inquirenti si opporranno al rilascio su cauzione dell’atleta paralimpico, che “la villa è molto sicura, sempre sotto controllo” e che sarebbe “strano che potesse entrarvi un ladro” in quanto ci sono ci sono rigidi controlli per entrare nel complesso residenziale. Al momento dell’accaduto, Pistorius e la sua fidanzata erano gli unici presenti in casa, ha confermato la portavoce. Anche per questo motivo, Pistorius sarà sottoposto ad alcuni controlli medici in ospedale, tra cui le analisi del sangue per stabilirne il livello di alcol e la verifica della presenza di segni di lotta.

Oscar Pistorius, la scheda:


E’ stato capace di trasformare l’handicap di due gambe amputate sotto il ginocchio in un vantaggio: Oscar Pistorius, come ha detto qualcuno, è stato “il primo cieco a scalare l’Everest” con la partecipazione alle Olimpiadi di Londra dei normodotati sui 400 metri, una picconata al muro delle disabilità. Venuto alla luce a Pretoria il 22 novembre 1986 senza le tibie con un intervento di amputazione quando aveva appena 11 mesi, Oscar Leonard Carl Pistorius è stato il primo doppio amputato a competere alle Olimpiadi. Con le sue avveniristiche protesi, “Blade runner” si è classificato per le semifinali dei 400 metri e ha tagliato il traguardo in 45,44 secondi, il suo quarto tempo più veloce su quella distanza. Qualche settimana più tardi, è tornato a Londra per i suoi terzi Giochi Paralimpici, dove però ha subito la sua prima sconfitta in nove anni sui 200 metri, dove ha preso solo l’argento; si è rifatto vincendo l’oro nella staffetta 4×100 e nei 400 metri. 

Profondamente impresso nella mente del pubblico per le sue protesi in fibra di carbonio (le lame, coltelli ricurvi che – secondo alcuni – gli danno un vantaggio sleale sugli avversari), l’atleta sudafricano è forse lo sportivo più riconoscibile al mondo: non a caso Time Magazine l’anno scorso l’ha inserito tra le 100 persone più influenti del pianeta. Pistorius, che ha un forte legame con l’Italia (dal 2011 si allena a Gemona del Friuli e spesso trascorre le vacanze a Grosseto), incarna i valori ideali dello sportivo: energia, impegno, capacità di lottare oltre le sconfitte. Avviato allo sport dalla famiglia quando era ancora piccolissimo, ha conosciuto da subito risultati incoraggianti: uno dei suoi insegnanti, al liceo, ha raccontato di non essersi accorta delle protesi per sei mesi. Le protesi pesano il 20% in meno di una gamba in carne e ossa e quindi gli danno una maggiore velocità nella falcata (quasi quattro al secondo) sui rivali. Inizialmente escluso dai Giochi Olimpici di Pechino 2008, riuscì a far ribaltare la sentenza ma non a qualificarsi. Si è consolato l’anno dopo, ai mondiali di Daegu, in Corea del Sud, vincendo la medaglia d’argento 4x400m, primo amputato a vincere una medaglia in una competizione per normodotati (anche se ha corso solo nelle batterie). A Londra, infine, la consacrazione.

Il Gazzettino:


PRETORIA - La polizia esclude possa essersi trattato di un errore: l'atleta paraolimpico Oscar Pistorius ha sparato e ucciso alla fidanzata, la top model Reeva Steenkamp, per ragioni ancora da comprendere ma non perché convinto si trattasse di un ladro. E' stato arrestato e incriminato per omicidio volontario. 
La versione del ladro. E' questa, infatti, la versione fornita da Pistorius agli investigatori che però hanno presto cominciato a dubitare della sua buona fede. E' accusato di omicidio. La ragazza è stata trovata morta nell'appartamento dello sportivo a Pretoria, è deceduta sul colpo. E' stata raggiunta da colpi d'arma da fuoco alla testa e a un braccio. «Siamo sotto shock, non abbiamo informazioni: Oscar è con la polizia», ha detto il padre Henke Pistorius, poco dopo l'arresto. Si è parlato anche di una sorpresa di San Valentino finita male. Pistorius dovrà comparire oggi davanti al tribunale di Pretoria per l'omicidio.

La pistola. Quando gli agenti sono giunti sul posto era già arrivata un'ambulanza. La vittima è stata dichiarata morta sul posto. L'incidente è avvenuto nel complesso residenziale di Silverlakes. Alcuni vicini di casa di Oscar Pistorius hanno sentito all'alba di questa mattina «grida e urla». Nell'abitazione dell'atleta 26enne è stata rinvenuta una pistola di 9 mm.  

Sorpresa di San Valentino. Tra le ipotesi avanzate anche quella di una sorpresa di San Valentino finita male: lo affermano media sudafricani, basandosi su un tweet scritto ieri da Reeva Steenkamp. La modella aveva scritto sul suo Twitter: «Cosa tirerete fuori dalla manica per il vostro amore domani?», accompagnandolo con gli 'hashtag' #getexcited ('entusiastì), e #ValentinesDay. 

Alcuni vicini di casa di Oscar Pistorius hanno sentito all'alba di questa mattina «grida e urla»provenire dall'abitazione dell'atleta sudafricano. Lo riporta il sito Internet del giornale sudafricano City Press, che cita un funzionario di polizia, Denise Beukes. «Abbiamo ricevuto alcuni resoconti di grida e urla, ma non c'è niente di confermato - ha detto Beukes - Questo fa parte di un'inchiesta in corso che è lungi dall'essere completata». 

Oscar Pistorius comparirà domani davanti al tribunale di Pretoria per l'omicidio della modella 30enne Reeva Steenkamp e non oggi pomeriggio come riportato in precedenza dalla stampa sudafricana. Lo ha detto un portavoce della Procura della Repubblica. Pistorius «comparirà domani davanti al tribunale d'istanza di Pretoria - ha detto il portavoce, Medupe Simasiku - Il caso è stato rinviato perchè c'è bisogno di inviare campioni di sangue». L'udienza è prevista per le 9.00 locali (le 8.00 in Italia). 

Il precedente. Oscar Pistorius, accusato di aver ucciso la sua fidanzata a colpi di pistola, era stato arrestato nel 2009 per aver aggressione dopo aver sbattuto una porta in faccia a una donna. In quell'occasione passò soltanto una notte in prigione poi fu rilasciato. La famiglia e gli amici definirono l'episodio un incidente e alla fine tutte le accuse caddero. 

La vittima. Reeva Steenkamp aveva 30 anni. Era considerata tra le cento donne più sexy del mondo, secondo le classifiche stilate da diversi magazine. Bionda, di una bellezza raffinata, la Steenkamp è stata protagonista di tante copertine e campagne. Oltre al suo lavoro di modella era molto impegnata nella lotta contro gli stupri, in Sud africa un fenomeno purtroppo molto frequente. Solo quattro giorni prima di essere uccisa, Reeva aveva postato sulla sua pagina Facebook: «Stamattina mi sono svegliata in una casa sicura e felice. Non a tutti capita. Solleva la tua voce contro gli stupri in Sudafrica». In particolare, la dedica era per Anene Boysen, una ragazza di 17 anni brutalmente violentata e uccisa da un branco la settimana scorsa in una città a circa 70 km da Cape Town. La tragedia ha scosso molto l'opinione pubblica sudafricana, manifestazioni e marce di protesta sono state organizzate in tutto il paese. 

Reeva Steenkamp è stata uccisa proprio dal suo amore la notte prima del giorno di San Valentino. E uno dei suoi ultimi post, scritto ieri e dedicato proprio al giorno di San Valentino, ora suona come un tragico scherzo. Come uno degli ultimi post sulla sua pagina Facebook intitolato «gioie dell'amore»: «È bello quando trovi qualcuno che sia innamorato della tua mente. Qualcuno che vuole parlare alla tua coscienza e far l'amore con i tuoi pensieri. Qualcuno che vuole guardarti mentre lentamente butti giù i muri che ti sei costruito e li lasci entrare».  

Tra le 100 donne più sexy del mondo, la ventinovenne Reeva era nata a Cape Twon ma cresciuta a Port Elizabeth. Laureata in legge alla Nelson Mandela Metropolitan University, si era trasferita a Johannesburg per lavorare come modella e presentatrice. «Era una studentessa intelligente, motivata, gentile con tutti. Aveva un buon rapporto sia con i docenti che con i suoi coetanei», ha raccontato il preside della sua scuola superiore, la St Dominic di Port Elizabeth. Ottimi voti, Reeva era anche impegnata in diversi sport, tra cui hockey e nuoto. «La famiglia è distrutta per la perdita della figlia», ha aggiunto il preside. Dolore è stato espresso anche dall'agenzia per cui lavorava la modella, la Capacity Relations, e dalla trasmissione Tropika Island of Treasure (una sorta di Isola dei Famosi sudafricano, ndr), di cui Reeva era una concorrente. Appassionata di macchine e cucina, sul suo profilo Facebook si descriveva come «modella sudafricana, ragazza copertina per Fhm, concorrente del programma Tropika Island of Treasure, laureata in legge e ambasciatrice». 

In passato denunciati altri incidenti domestici. L'anno scorso, in casa Pistorius a Pretoria, è scattato l'antifurto e l'atleta olimpico e paralimpico - pistola alla mano - è sceso al pianterreno dell'abitazione per controllare, ma era un falso allarme. Lo ha raccontato lo stesso Oscar Pistorius al New York Times in un'intervista pubblicata il 18 gennaio 2012. «Pistorius vive nella sua casa con un amico del liceo, un ingegnere e lottatore di arti marziali miste - scrive Michael Sokolove, l'autore dell'intervista/reportage dal titolo 'The fast life of Oscar Pistorius' -. Pistorius si era lasciato di recente con la sua ragazza di lunga data, ma un'altra giovane donna era lì quando siamo arrivati. Mentre ci preparava il pranzo... (Pistorius) ha detto che un antifurto nella casa era scattato la notte precedente e lui aveva preso la sua pistola ed era sceso al piano di sotto (Alla fine non era niente)». Sokolove parla poi della pistola da nove millimetri di Pistorius e racconta che l'atleta lo ha invitato a un vicino poligono di tiro, dove lo ha «istruito sulla tecnica appropriata» e si è dimostrato «un buon istruttore». 

Su Twitter. L'universo di Twitter è stato invaso oggi da una valanga di messaggi sulla morte di Reeva Steenkamp. 'Nessun genitore dovrebbe seppellire il proprio figlio', recita un messaggio. 'Le mie più profonde condoglianze', aggiunge un altro tweet. E poi: 'Condoglianze, mi unisco alle preghiere. È sempre tragico'. Sul suo account Twitter, Steenkamp si definisce una «modella, cover girl, concorrente del Tropika Island of Treasure, laureata in legge, figlia di Dio'. 

Il presidente del Comitato Paralimpico. «In qualsiasi modo si concluda la faccenda, ci troviamo di fronte ad un dramma». Il Presidente del Comitato Paralimpico Italiano Luca Pancalli commenta così all'Adnkronos la notizia della tragedia che ha colpito il campione paralimpico Oscar Pistorius. «Non mi sento di esprimermi sul caso, dato che ancora la questione e la dinamica non sono chiari nemmeno all'autorità giudiziaria sudafricana, ma, nonostante tutto, e in qualsiasi caso, ci troviamo di fronte a due drammi: il primo è che una ragazza trentenne ha perso la vita in modo tragico, e il secondo è che un ragazzo 26enne, tra l'altro grande campione, stella della corsa e simbolo per lo sport paralimpico, si trova a vivere sicuramente uno dei momenti più difficili della sua vita. Attendiamo di capire cosa sia accaduto davvero», ha aggiunto il presidente Pancalli.

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