Jimi Paradise intervista Immanuel Casto!



Classe '83, Immanuel Casto nasce come fenomeno su YouTube. Dissacrante e provocatore, il suo stile cozza col comune senso del pudore. Ha accettato di farsi intervistare da Jimi Paradise e gli abbiamo chiesto molte cose, a cominciare da come far convivere il suo estro con la carriera in Rai...



D: Ciao Immanuel, grazie per aver accettato di essere intervistato da Jimi Paradise. Innanzitutto vorremmo chiederti come è iniziata la tua scalata verso il successo? Quanto ti hanno aiutato i social e quanto, invece, hanno contribuito i media tradizionali, come la televisione, dove in effetti lavori?
R: Quando ho iniziato a pubblicare i miei primi pezzi online (o per meglio dire 'a divulgare il verbo') ancora non c'erano i social network. Forse Myspace, che all'epoca non era comunque particolarmente in voga. Ebbene sì, per quanto i social siano entrati così di prepotenza nelle nostre vite, sino a meno di 10 anni fa praticamente non esistevano (in Italia). Dopo la loro comparsa sono diventati però il veicolo principale del mio lavoro.
I media tradizionali al contrario hanno contribuito poco. Fatta eccezione per l'esperienza su Mtv con Loveline, ho sempre fatto fatica ad avere la loro attenzione. Sia per una questione di contenuti che per meccanismi interni al sistema.




D: Come si riesce a far conciliare il tuo estro creativo ed irriverente col profilo di una televisione generalista pubblica? C'è spazio per chi vuole dire qualcosa di nuovo?
R: Temo non sia del tutto possibile. Credo che i mass media tradizionali stiano facendo un gioco al ribasso. Sempre meno gente guarda la televisione e si orienta ai media 'one to one' (ossia: fruisco il contenuto che voglio io, quando voglio io). Questo ha ripercussioni economiche sulle mittenti che vedono tagliato il loro budget. Per cercare di sopravvivere optano quindi per contenuti il più digeribili possibile, ma per questo con meno appeal e con il rischio che altro pubblico si distacchi per cercare altrove un intrattenimento più stimolante. Hanno sicuramente più libertà invece le nuove mittenti private nate con il satellitare, ma la loro rilevanza è relativa.

D: C'è ancora bisogno della televisione per farsi conoscere secondo te, o i social permettono a chiunque abbia voglia, fortuna, talento di imporsi ad un potenziale pubblico?
R: Hai detto bene: fortuna e talento. I social offrono una nuova meritocrazia. Naturalmente anche lì si possono fare investimenti economici per promuovere dei contenuti, ma il passaparola rimane il mezzo principale. In questo marasma di proposte però può spiccare solo l'originalità (che non necessariamente coincide con la qualità). Devono poi scattare gli incastri giusti, ossia attirare le simpatie di opininon leader, come blogger di successo, che parlino del tuo lavoro.

D: Che influenza hanno i social nella tua vita privata e lavorativa?
R: Nella vita privata molto poca. Forse perché sono un po' misantropo. Se non mi servisse per lavoro non sono certo avrei facebook. Per quella lavorativa, come ho spiegato ampiamente, moltissima. 


D: Visto che siamo molto curiosi, ci descriveresti la tua giornata tipo: a che ora ti alzi, cosa ti piace mangiare, cosa leggi o che musica ascolti? Visto che ci lavori, guardi la tv?
R: Non ho una giornata tipo e faccio attività estremamente eterogenee. Posso provare a fare un discorso generale sulle mie abitudini: vado in palestra 5 volte alla settimana, sempre la mattina presto. Non riesco a fare diete da bodybuilder perché amo troppo i carboidrati, ma cerco di mangiarli principalmente a pranzo e la sera di mangiare carne o pesce con verdure. Sono un avido lettore e passo dai romanzi alla saggistica. Ora sono nel mio periodo fantasy. Naturalmente ascolto molta musica, principalmente dance o elettronica. Come si può dedurre dalla mia creazione ludica 'Squillo' sono un appassionato di giochi, soprattutto gameboard. Almeno una volta alla settimana ho una serata nerd dedicata. Non guardo la tv
D: Ti piace la tua città? Cosa cambieresti del posto in cui vivi? La città in cui sogni di vivere?
R: Bologna mi piace molto. Dovendo restare in Italia non cambierei città. Come molti dicono è un paesone, dove in effetti ci si può muovere davvero comodamente con i mezzi se non proprio a piedi. Però, nonostante le dimensioni ridotte, non è assolutamente una città spenta. La sera c'è fermento sino ad ora tarda. Inoltre è una buona 'base' per i miei spostamenti, vicina sia a Milano che a Roma. La cosa che vorrei migliorasse è la pulizia. Strade e muri sono spesso in condizioni pietose. La città in cui sogno di vivere a San Francisco, ma vi rivelo che a novembre me ne andrò per qualche tempo in Australia, probabilmente a Sydney
D: Cosa non funziona in Italia? Cosa faresti tu per cambiare le cose?
R: Domanda semplice… Posso solo esprimere la mia opinione da ignorante in materia di politica ed economia. Innanzitutto non va che ci sia il Vaticano e che la sua influenza determini le leggi di questo paese. E' inaccettabile che a causa delle credenze mistiche di gruppo religioso non possa esservi parità di diritti tra i cittadini (mi riferisco alla comunità glbt). Non va poi assolutamente il costo della politica, che credo costituisca quasi un primato mondiale. Se si pensa poi a quanto paghiamo di tasse… Quello che posso fare io è usare la mia parte di potere mediatico per denunciare ciò che ritengo sbagliato.


D: Facciamo un po' di gossip: sei fidanzato? Sei felice ora come ora? Cosa ti manca, ammesso che ti manchi qualcosa?
R: Non sono fidanzato. Da circa 3 anni ormai. Ho molte difficoltà in questo senso perché sono molto esigente (non parlo di aspetto fisico). Sono entusiasta dei miei nuovi progetti artistici e sono concentrato a pieno su quelli, ma sono lontano dal raggiungimento di autentico benessere interiore, che deve prescindere da qualunque riscontro esterno. Non ho oggettive mancanze materiali (a parte periodi economici più o meno difficili), quindi a Babbo Natale chiederei proprio la serenità. 
D: Un consiglio a chi vuole tentare la carriera nel mondo dello spettacolo...
R: Il mondo dello spettacolo è un tritacarne. Ho visto gente pagare per potere avere la possibilità di fare un lavoro. A chi volesse intraprendere questa carriera chiederei di farsi innanzitutto un'impietosa analisi di coscienza: chiedevi se siete davvero dei creativi, se siete spinti dal bisogno di condividere la vostra arte con il mondo o se siete solo attratti dallo status. Se ciò che si desidera è semplicemente la celebrità mi sento di profetizzare una vita davvero infelice, fatta di costanti umiliazioni e sporadiche ed effimere soddisfazioni. Se invece si è veramente degli artisti (senza giudizi di qualità) allora esprimersi non è una scelta. Bisogna fare ciò per cui si ha passione. Credo inoltre si debba cercare di evitare di mettersi nella condizione di dover essere 'scelti' da qualcuno. Sceglietevi da soli! create e proponete.  
D: Puoi dire quello che vuoi a chi vuoi...
R: A voi dico che siete matti. Mi avete fatto un'intervista serissima. (Grazie, lo so! :P) State parlando ad uno che canta "quanto è gaia la papaya". Colgo inoltre l'occasione per ringraziare tutti coloro che mi sostengono.

Immanuel Casto, bio:


Immanuel Casto, all'anagrafe Manuel Cuni, nasce a Bergamo il 16 settembre 1983. Durante l’adolescenza inizia il percorso di studi artistici legati al teatro e alle arti visive, dedicandosi specialmente alla grafica. Nel 2002 si sposta a Bologna e dopo aver lavorato in ambito teatrale con Paolo Magagna (Teatro dell’Ascolto), Marina Pitta e Gianfranco Rimondi (Teatro dei dispersi) comincia giovanissimo una carriera come Art Director presso l’agenzia di comunicazione e grafica D-sign. Parallelamente, nel 2004 sviluppa il suo progetto musicale costruendo il personaggio Immanuel Casto.

Cinque anni di carriera vissuti embrionalmente su Youtube, collezionando milioni di visite grazie a raffinati e alquanto spiazzanti videoclip, e perfezionando un preciso stile musicale da lui definito 'Porn Groove'. Senza alcun supporto discografico nei negozi o rotazione televisiva, Immanuel Casto segna presto numerosi concerti sold-out nei principali club italiani e un hype popolare sempre piu' crescente.

Le pungenti liriche diventano oggetto di costante viralità web, creando grossi dibattiti dentro e fuori la rete. Ai brani degli esordi, 'Anal Beat', '50Bocca 100Amore', 'Che bella la cappella', 'Io La do', 'Il Tempo degli Abusi' (contenuti nel disco 'Porn Groove 2004-2009' JLe/Pirames) si aggiungono le evoluzioni stilistiche di 'Touche' (par l'amour), 'Escort 25', 'Crash', 'Killer Star', Revival (nel disco 'Adult Music' JLe/Universal).
Il nuovo disco 'Freak & Chic', anticipato dal singolo 'Zero Carboidrati', è atteso entro il 2013.

Immanuel Casto non è solo musica e arti visive: dal 2012 è diventato realtà il gioco di carte 'Squillo' da lui ideato e prodotto insieme a JLe Management e Raven Distribution. 'Il primo gioco di carte dedicato allo sfruttamento della prostituzione' diventa subito un cult del gaming da tavolo, registrando ottimi dati di vendita e consacrando il grande valore poliedrico di Immanuel Casto.

“Un personaggio di culto che usa linguaggio spiazzante per esternare un messaggio di denuncia sociale”
La Repubblica 
“L’elettronica di Casto dichiara guerra all’ipocrisia, alla Chiesa degli scandali, alla morbosità dei media.Tutto finisce sul palcoscenico e diventa spettacolo”
Il Fatto Quotidiano 
“Il re musicale del web ante litteram, uno degli artisti italiani più provocatori degli ultimi anni”.
Panorama 
“Cantare del sesso (esplicito) senza rinunciare ad essere chic”
El Pais 
www.immanuelcasto.it
www.facebook.com/castoimmanuel
Management: Jacopo Levantaci per Jle Management www.jlemanagement.com

L'intervista sputtanascion per Gay.tv: