I notai, le unioni civili e la demoralizzazione



30 Novembre 2013: Open Day in cui i notai spiegheranno il senso e il vantaggio dei contratti di convivenza.

Se per regolamentare la propria coppia devi andare dal notaio vuol dire che siamo proprio messi male…
Ebbene sì, dopo il naufragio, ammesso che ci sia mai stata una prova tecnica di navigazione, di Pacs e Dico arriva quella che il comunicato stampa definisce una "provocazione": un open day , il 30 Novembre, in cui i notai spiegheranno il senso e il vantaggio dei contratti di convivenza.

Prima di scrivere ho letto alcuni post di vari siti e giornali. 
Molti lo vedono come un passo avanti, come la via per far capire che il Paese è pronto al cambiamento e che è solo un problema della "cattiva politica" la non realizzazione di una norma che permetta di unire le coppie gay (e non) in matrimonio. 

Ma per me il problema è sempre lo stesso: non vogliamo un atto notarile, vogliamo poterci sposare.
E a chi obietta che il matrimonio è un contratto, io rispondo dicendo che non è così.
Dietro alle parole, perché le parole sono importanti, c'è altro. 
C'è la possibilità di definirsi sposato e non Unito Civilmente...c'è la voglia di andare in Comune e avere un rito civile. 
Altrimenti tutto si riduce a firmare dal notaio, come un contratto per il gas.

D'altro canto l'Italia è il paese in cui il Presidente della Repubblica dice ai parlamentari che bisogna sempre ascoltare le parole del Papa...

Quanta strada dobbiamo ancora fare per la laicità, quanta strada prima di essere veramente tutti uguali...